uesta
lettera si trova menzionata solo in Tommaso da Eccleston.
Suo garante risulta essere frate Martino da Barton, “che
poté vedere spesso s. Francesco”. Vicario del
ministro d’Inghilterra e custode di York, frate Martino
era considerato un religioso di elevatissime doti; la sua
relazione, stando alla critica, dovrà essere considerata
attendibile.
Il terremoto ricordato nella missiva è testimoniato
in molte cronache del tempo. Secondo le notizie che esse ci
offrono, Brescia dev’essere stata allora distrutta in
gran parte. La stesura della lettera è da porsi, quindi,
anteriormente al Natale del 1222. E’ interessante notare
come Francesco abbia disposto che i frati predicassero sull’argomento,
in base alla sua lettera, in tutte le scuole di Bologna. Egli
dunque non esclude il mondo studentesco dalle sue preoccupazioni,
e non esita a predicare a professori e scolari, così
come rivolgeva serie ammonizioni ai governanti dei popoli
nella lettera loro indirizzata.
Disse ancora frate Martino di Barton che un
fratello stava raccolto in preghiera a Brescia, nel giorno
di Natale (1222), e fu ritrovato illeso sotto le macerie della
chiesa crollata durante quel terremoto predetto da san Francesco
e che lui aveva fatto annunziare dai fratelli in tutte le
scuole di Bologna, mediante una lettera stilata in scadente
latino.